Il predissesto: il contenuto della proposta di risanamento

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di swap; 4. Accensione dei mutui: un’interdizione incidentale della Corte Costituzionale; 5.
L’indecisione e l’incoerenza della Corte dei Conti; 6. Il giudice amministrativo e la sentenza n. 60/2013 della Consulta.
1. In via generale
La procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui agli art. 243 bis-quater del vigente
TUEL, così come integrato dal D.L. n.174/2012, convertito dalla legge n. 213/2012 1, si formalizza con una apposita adesione, da approvare in Consiglio comunale, e si concretizza con la successiva elaborazione di una sorta di business plan esaustivo, da condividere ritualmente sempre nel massimo Consesso municipale, che dovrà essere, ovviamente, assistito dal parere tecnico dell’organo di revisione dell’ente medesimo.
La elaborazione del siffatto strumento di pianificazione del riequilibrio strutturale e finanziario ha rappresentato per gli enti (Comuni e province) che vi hanno, in qualche modo, provveduto e rappresenterà la vera sfida con la quale dovranno misurarsi gli enti locali istanti, ma pure gli organi deputati a valutarlo inizialmente nonché a verificare la legittimità e l’adeguatezza esecutiva in sede di controllo periodico.

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